"Gli
interessi e i legami in ballo sono molteplici, si tratta di una rete abilmente
tessuta da entrambe le parti che si regge su una sorta di do ut des. Agevolazioni economiche, affari, in cambio di appoggio
politico". Intervista al giornalista marocchino Ali Amar, che racconta la
storia di una decolonizzazione mai realmente avvenuta, di "un'indipendenza
nell'interdipendenza".
sabato 11 maggio 2013
La Tunisia delle radio libere, tra speranze e (dura) realtà
Nonostante
i passi incoraggianti compiuti dal 2011 il futuro delle emittenti alternative,
in gran parte a carattere locale e associativo, è a rischio. Complici i costi
di equipaggiamento, le lacune della legislazione e l'attendismo - per nulla
disinteressato - delle autorità che dovrebbero aggiornarla.
sabato 27 aprile 2013
Marocco. Le minacce del regime mettono a tacere una voce libera
"Poiché mi hanno costretto
a scegliere tra la parola e il sorriso dei miei figli, diventerò muta. Smetterò
di scrivere, impiccandomi al mio stesso silenzio. Brucerò le mie dita, perché
non si lancino più verso la tastiera del computer. Vaccinerò il mio sangue con
un'overdose di indifferenza". Inizia così l'ultima corrispondenza della
giornalista Fatima Ifriqui, l'ennesima vittima della censura marocchina.
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| (by Khalid Gueddar) |
Saharawi: sì alla MINURSO no ai diritti umani
La
risoluzione approvata giovedì scorso dal Consiglio ONU conferma il mandato della
Missione per l'organizzazione del referendum in Sahara Occidentale, che vigila
sul cessate il fuoco tra Rabat e il Fronte Polisario, ma non estende le sue
competenze in materia di controllo delle violazioni e rispetto dei diritti. Al
contrario di quanto era stato ipotizzato
alla vigilia nel Palazzo di vetro.
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| (Foto by Christian Tasso) |
Sahara Occidentale: "presto un nuovo Gdeim Izik"
"La
mia libertà arriverà solo quando i saharawi riusciranno a recuperare ciò che
gli è stato sottratto in modo crudele e autoritario. Nonostante gli arresti e
le condanne, la lotta pacifica per l'autodeterminazione non si fermerà".
Parla l'attivista Abdrahman Zayou, detenuto nelle carceri marocchine dal 2010 e
tornato in libertà dopo il processo agli organizzatori del 'campo della
dignità'.
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| Il campo di Gdeim Izik, Laayoune. Foto by Gilberto Mastromatteo |
venerdì 22 marzo 2013
Amun Style: musica, poesia e rivolta dal 'Marocco profondo'
Lungo
le vallate dei fiumi Gheris, Todgha e Dadès, al riparo delle oasi di Goulmima,
Tinghir e Kelaat un nuovo genere è letteralmente esploso nell'ultimo decennio. Canzone
di protesta, matrimonio di strumenti moderni con i ritmi e le cadenze tradizionali
del Sud-est marocchino, l'Amun Style non è un semplice fenomeno culturale.
Incontro con l'iniziatore Moha Mallal.
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| Due generazioni a confronto: Mallal (sinistra) e Nba |
domenica 17 marzo 2013
Marocco: 'Guerrilla' al regime su grande schermo/2
"Fare cinema mi ha fatto uscire dal guscio, mi ha
permesso di guardare al mio paese da una prospettiva diversa. Prima di girare
il documentario 475 non mi
consideravo femminista. Ora sono diventato più attento a riconoscere i
pregiudizi e le raffigurazioni patriarcali della donna nel mondo che mi circonda".
Intervista al regista Nadir Bouhmouch.
Marocco: 'Guerrilla' al regime su grande schermo
'Basta,
il film che non doveva mai essere fatto'.
Un cortometraggio racconta la prima esperienza di cinema indipendente
marocchino. Quella di Guerrilla Cinema, un collettivo di attivisti,
professionisti dell'audiovisivo e studenti pronto a sfidare la censura imposta
dalle istituzioni "per democratizzare la settima arte e lottare contro
l'atrofia culturale che imprigiona il paese".
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