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martedì 1 marzo 2011

Il “20 febbraio” di Khalid Gueddar

“La via marocchina”
Il trono marocchino, protetto dai poliziotti con scudi e manganelli, poggia su una bomba che sta per esplodere…



“Il regime” (An-nidham)
La scure del Movimento 20 febbraio si appresta a tagliare uno dei piedi che sorreggono il trono di Mohammed VI. A difendere la stabilità del regime le forze dell’ordine in assetto antisommossa.


“Khalid Naciri sostiene i giovani del 20 febbraio”
Il ministro della comunicazione e portavoce del governo Khalid Naciri aveva dichiarato in una conferenza stampa ad inizio febbraio che la protesta dei giovani si sarebbe svolta senza alcun impedimento da parte delle autorità (smentito dai fatti registrati nel corso della settimana appena trascorsa, ndt), essendo il Marocco un paese che garantisce la libertà di espressione. La vignetta ritrae il ministro, spaventato, alla testa del corteo mentre espone uno striscione con su scritto “libertà e democrazia adesso”. Dietro di lui, alcuni slogan lanciati dai manifestanti: “20 febbraio, la fine della dittatura”, “20 febbraio, il giorno della libertà”, “il giorno della dignità”, “abbasso il regime”, “abbasso il governo”….


“La teoria dell’evoluzionismo secondo Moulay Hicham”
La vignetta ritrae il “principe rosso” Moulay Hicham, da sempre critico nei confronti del cugino Mohammed VI e della sua gestione del Marocco, mentre brandisce una bandiera con la scritta “rivoluzione”. Le prime dichiarazioni (inizio febbraio, ndr) rilasciate da Moulay Hicham alla stampa internazionale (Le Nouvel Observateur e El Pais) parlavano infatti di un possibile contagio rivoluzionario nel regno alawita. Dopo le reazioni feroci della stampa e della corte marocchina, il principe ha aggiustato il tiro, affermando che “l’evoluzione è il solo scenario auspicabile per il paese”. Khalid Gueddar, con una interpretazione personale della teoria darwiniana, ha tracciato l’ “evoluzione” di Moulay Hicham e del suo discorso…


“I capi di stato arabi: siamo tutti Ben Ali!”
Bouteflika, Moubarak, Gheddafi, Assad, il sovrano saudita e gli altri tiranni arabi manifestano la loro solidarietà a Ben Ali dopo la fuga dalla Tunisia e gridano: “siamo tutti Ben Ali!”. Nei cartelli che accompagnano la protesta si legge: “popolo vattene”, “viva la dittatura”, “noi amiamo Ben Ali”. In primo piano un’ombra scura osserva (o forse guida) il corteo: è la sagoma di Mohammed VI…

L’amico e caricaturista Khalid Gueddar si è schierato apertamente a sostegno del Movimento 20 febbraio. Dopo i numerosi casi di censura di cui è stato vittima, Khalid ha creato un gruppo Facebook chiamato “Disegnare il re è un diritto sacro per la libertà della caricatura”. Al suo appello hanno risposto molti giornalisti e disegnatori internazionali, ma nessun collega marocchino ha deciso di contribuire all’iniziativa. Negli ultimi giorni, a causa delle sue prese di posizione, è rimasto vittima di alcuni episodi di violenza (picchiato durante un sit-in di solidarietà al popolo libico) e di aperte minacce fisiche. “Sabato scorso (26 febbraio, ndt) sono stato inseguito da tre uomini armati di coltello mentre stavo rientrando a casa. La polizia e i baltajia (una sorta di milizie al servizio del regime, la cui comparsa nel territorio marocchino è confermata dalle testimonianze e dai video che arrivano da Sefrou e Agadir, ndt) cercano di intimidirmi, ma io continuerò il mio lavoro come ho sempre fatto”, afferma Khalid a (r)umori dal Mediterraneo.
Le vignette proposte in questo articolo sono state pubblicate nel giornale arabofono on-line Lakome, lanciato nel settembre 2010 da Ali Anouzla, già direttore di Nichane e Al Jarida al Oula (costretti alla chiusura su pressione del regime).

Khalid Gueddar nei locali di Lakome mentre disegna una caricatura di Muammar Gheddafi

1 commento:

safitim ha detto...

http://www.safitim.com/?p=12177