La
mancanza di diritti e garanzie per i lavoratori stranieri nel paese del Golfo non
è una novità, come illustrano i rapporti e le denunce di alcune ong
internazionali. Abusi e violazioni, tuttavia, non risparmiano neanche il
settore sportivo, fiore all'occhiello dello sceicco al-Thani che si è visto
assegnare i mondiali del 2022. Lo dimostrano i casi di Abdeslam Oaddou e Zahir
Belounis.
Che il Mediterraneo sia quella nave che va da sola tutta musica e tutta vela su quell'onda dove si vola tra la scienza e la leggenda del flamenco e della taranta e fra l'algebra e la magia nella scia di quei marinai e quell'onda che non smette mai che il Mediterraneo sia...
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giovedì 20 giugno 2013
lunedì 29 ottobre 2012
Il Marocco nella rete del Qatar?
La
crisi economica del regno maghrebino spinge Rabat ad accettare i vincoli imposti dagli organismi della finanza
internazionale e a stringere legami sempre più solidi con le ricche
monarchie arabe. Un esempio, la stretta collaborazione inaugurata con l'emirato
del Qatar. "E' una buona o una cattiva notizia?", si domanda il
giornalista marocchino Ali Amar*.
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| Foto by AFP |
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sabato 10 aprile 2010
“E’ grazie a Bush se mio marito è diventato un terrorista”
Marocco. Incontro con Fatiha Hassani, vedova di Karim Mejjati. La "pasionaria del jihad" racconta la sua storia.
Seduta sul tappeto del salone, al centro dell’assemblea, Fatiha Hassani è coperta integralmente da un sobrio nikab corvino. “La mia è una storia particolare, diversa dalle altre” premette la donna, dimostrando una perfetta padronanza della lingua francese. Fatiha, conosciuta come “la pasionaria del jihad”, è la vedova di Karim Mejjati, cittadino franco-marocchino ucciso nel 2005 a Ryad, assieme al figlio undicenne Adam. Considerato uno dei fondatori del gruppo jihadista al-Qaida fil Maghrib, Karim Mejjati sarebbe tra i responsabili, secondo l’intelligence americana e spagnola, degli attentati di Casablanca (16 maggio 2003), Madrid (11 marzo 2004) e Ryad (12 maggio 2003). “Mio marito non c’entra con le stragi di Casablanca e Madrid - chiarisce subito la vedova - al tempo si trovava in Arabia Saudita, braccato dalla CIA. Credo invece che Karim abbia partecipato all’attentato di Ryad”, per vendicare il rapimento della moglie e del primogenito Elyas, prelevati in territorio saudita nel marzo del 2003 e trasferiti in segreto nel carcere marocchino di Temara.
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