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giovedì 20 giugno 2013

Qatar. Calciatori contro l'emirato "schiavista"

La mancanza di diritti e garanzie per i lavoratori stranieri nel paese del Golfo non è una novità, come illustrano i rapporti e le denunce di alcune ong internazionali. Abusi e violazioni, tuttavia, non risparmiano neanche il settore sportivo, fiore all'occhiello dello sceicco al-Thani che si è visto assegnare i mondiali del 2022. Lo dimostrano i casi di Abdeslam Oaddou e Zahir Belounis.


lunedì 29 ottobre 2012

Il Marocco nella rete del Qatar?

La crisi economica del regno maghrebino spinge Rabat ad accettare i vincoli imposti dagli organismi della finanza internazionale e a stringere legami sempre più solidi con le ricche monarchie arabe. Un esempio, la stretta collaborazione inaugurata con l'emirato del Qatar. "E' una buona o una cattiva notizia?", si domanda il giornalista marocchino Ali Amar*.

Foto by AFP

sabato 10 aprile 2010

“E’ grazie a Bush se mio marito è diventato un terrorista”

Marocco. Incontro con Fatiha Hassani, vedova di Karim Mejjati. La "pasionaria del jihad" racconta la sua storia.

Nascosta nella periferia est di Casablanca, a due passi dall’autostrada che conduce a Rabat, c’è la sede di Ennassir (“l’aiuto”, in arabo). L’associazione, nata sei anni fa, difende i diritti dei detenuti islamici finiti in carcere dopo gli attentati che nel maggio 2003 hanno insanguinato la metropoli marocchina. Ogni sabato pomeriggio, un nutrito drappello di donne si ritrova nell’appartamento mal illuminato “a parlare di figli e mariti costretti alla prigione, vittime, per le loro idee, della politica anti-terrorista intrapresa dalle autorità”, spiega Abderrahim Mouthad, presidente dell’organizzazione. In effetti l’ondata repressiva che ha colpito gli ambienti salafiti, sparsi un po’ dovunque nel regno, è sfociata in centinaia di arresti sommari, seguiti da processi sbrigativi e di dubbia legalità (come denunciano i rapporti degli osservatori internazionali).
Seduta sul tappeto del salone, al centro dell’assemblea, Fatiha Hassani è coperta integralmente da un sobrio nikab corvino. “La mia è una storia particolare, diversa dalle altre” premette la donna, dimostrando una perfetta padronanza della lingua francese. Fatiha, conosciuta come “la pasionaria del jihad”, è la vedova di Karim Mejjati, cittadino franco-marocchino ucciso nel 2005 a Ryad, assieme al figlio undicenne Adam. Considerato uno dei fondatori del gruppo jihadista al-Qaida fil Maghrib, Karim Mejjati sarebbe tra i responsabili, secondo l’intelligence americana e spagnola, degli attentati di Casablanca (16 maggio 2003), Madrid (11 marzo 2004) e Ryad (12 maggio 2003). “Mio marito non c’entra con le stragi di Casablanca e Madrid - chiarisce subito la vedova - al tempo si trovava in Arabia Saudita, braccato dalla CIA. Credo invece che Karim abbia partecipato all’attentato di Ryad”, per vendicare il rapimento della moglie e del primogenito Elyas, prelevati in territorio saudita nel marzo del 2003 e trasferiti in segreto nel carcere marocchino di Temara.