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venerdì 7 febbraio 2014

Egitto: esercito vs eletti

L'Egitto soffre di una eterna crisi relazionale tra civili e militari. Nel paese, l'esercito costituisce un impero economico indipendente e conserva prerogative importanti. Il colpo di Stato del luglio scorso è servito a ricordarcelo.

(Immagine Francesco La Pia)

martedì 10 dicembre 2013

Marocco. La battaglia delle soulaliyate

Sono le "donne delle terre collettive", quelle che il diritto consuetudinario tribale esclude dall'eredità. In gran parte analfabete, provenienti dalla campagna, si sono unite per reclamare diritti e uguaglianza. Con qualche risultato.

Marocco. La "pasionaria" dei diritti umani

Riceverà oggi dalle mani del Segretario generale Ban Ki Moon il prestigioso United Nations Human Rights Prize. Si tratta di Khadija Ryadi, militante "battagliera" - come lei stessa ama definirsi - e vera spina nel fianco delle autorità di Rabat. Conosciamola meglio.


lunedì 4 novembre 2013

"L'Egitto non è un paese povero, è un paese corrotto"

A parlare è Gamal Eid, avvocato e presidente dell'Arab Network for Human Rights Information (Anhri), ex-detenuto politico e membro del movimento di opposizione al passato regime Kifaya. L'abbiamo incontrato a Ferrara, dove era ospite del Festival di Internazionale.

mercoledì 30 ottobre 2013

Marocco: "Altro che cambiamento, stiamo vivendo un brusco ritorno al passato"

Intervista al giornalista e attivista Omar Radi, ospite ad inizio ottobre del Festival di Internazionale tenuto a Ferrara. Un'occasione per parlare delle gravi minacce alla libertà di espressione nel regno e per fare il punto sulla situazione politica ed economica di un paese "in eterna transizione".
Omar Radi durante un sit-in di solidarietà con Ali Anouzla a Rabat

giovedì 15 agosto 2013

L'Egitto e lo "scenario algerino"

Succede spesso, in questi ultimi giorni, di parlare di una "riedizione dello scenario algerino" in Egitto, dove il processo rivoluzionario lanciato nel gennaio 2011 sta attraversando una fase critica con il ritorno dell'esercito sul davanti della scena e il suo hold-up sulla formidabile mobilitazione anti-Morsi iniziata dal movimento Tamarud.

"La fine della primavera araba" secondo Khalid Gueddar

sabato 1 giugno 2013

Marocco. Cronache di ordinaria repressione

La monarchia e il suo sistema di governo sembrano aver superato indenni le turbolenze delle 'primavere'. Almeno fino ad ora. Ma la contestazione politica e (soprattutto) il malcontento sociale non sono estinti e la ricetta delle autorità non cambia: intervento della polizia e condanne. Con qualche variazione sul tema.

(Foto by Jacopo Granci)

sabato 27 aprile 2013

Sahara Occidentale: "presto un nuovo Gdeim Izik"

"La mia libertà arriverà solo quando i saharawi riusciranno a recuperare ciò che gli è stato sottratto in modo crudele e autoritario. Nonostante gli arresti e le condanne, la lotta pacifica per l'autodeterminazione non si fermerà". Parla l'attivista Abdrahman Zayou, detenuto nelle carceri marocchine dal 2010 e tornato in libertà dopo il processo agli organizzatori del 'campo della dignità'.

Il campo di Gdeim Izik, Laayoune. Foto by Gilberto Mastromatteo

lunedì 11 marzo 2013

"Il canto delle tartarughe". Un documentario racconta la primavera marocchina

"Le lepri tunisine ed egiziane hanno decapitato in fretta i loro regimi e poi si sono bloccate. La rivoluzione marocchina, invece, avanza lentamente, dietro uno strato di apparente tranquillità". Intervista al regista Jawad Rhalib, "pronto a scommettere sulla vittoria della tartaruga".

venerdì 22 febbraio 2013

Marocco. Il '20 febbraio' è ancora simbolo di dignità

Due anni fa migliaia di marocchini scendevano in piazza reclamando il cambiamento e un nuovo 'contratto' tra governanti e governati, basato sul rispetto della dignità, la redistribuzione delle risorse e la fine dell'assolutismo. Che cosa è rimasto oggi di questa 'esperienza rivoluzionaria'?


martedì 19 febbraio 2013

Le 'ambiguità' della transizione tunisina. Intervista a Eric Gobe

"Il 'peccato originale' della Troika è non aver delimitato in maniera precisa le competenze e la durata della Costituente e del governo provvisorio. La gestione del potere opaca e verticistica, che poco si addice ad una democrazia in gestazione, non ha fatto che aumentare sfiducia, sospetti e accuse nei suoi confronti".


lunedì 11 febbraio 2013

Tinariwen: la musica, uno strumento di resistenza

"Non smetteremo mai di cantare. Abbiamo fatto una scelta: la nostra battaglia è attraverso la musica e la poesia. Se il nostro popolo parla della natura, noi faremo altrettanto; se parla di pace, anche noi parleremo di pace, ma se parla di guerra lo sosterremo con i nostri strumenti" (Eyadou ag Leche).


venerdì 8 febbraio 2013

Tunisia. Omicidio Belaid, una rivoluzione al bivio

Rabbia e dolore. L'uccisione di una figura di spicco dell'opposizione rischia di far precipitare il paese nel caos e nel vuoto istituzionale. Oggi, in concomitanza con i funerali, è stato indetto lo sciopero generale. Ritorno alla piazza: nuovo inizio o tramonto della rivoluzione tunisina?


mercoledì 23 gennaio 2013

Il Nord Africa celebra Yennayer

Sono iniziati sabato scorso i festeggiamenti per il nuovo anno amazigh, tradizione ancestrale presente nei calendari agricoli di tutta l'Africa settentrionale (dalla Mauritania alla Libia) che sta godendo negli ultimi tempi di una rinnovata partecipazione popolare, grazie anche al dinamismo delle associazioni culturali schierate in prima linea per la difesa dell'identità berbera.

martedì 18 dicembre 2012

Ritorno a Sidi Bouzid, due anni dopo

La Tunisia ha commemorato ieri i due anni dallo scoppio della rivoluzione. Due anni dall'immolazione del venditore ambulante Mohamed Bouazizi, la scintilla che determinò la sollevazione popolare contro il regime di Ben Ali. A Sidi Bouzid doveva essere una giornata di celebrazione, ma gli abitanti del posto non sembrano avere molto da festeggiare. E lo hanno fatto capire chiaramente alle più alte autorità del paese…
(Photo by Jacopo Granci)

martedì 20 novembre 2012

Marocco: crisi e austerità, ma non per Mohammed VI

La manovra economica per il 2013 è al vaglio del Parlamento. I tagli e le ristrettezze annunciate dal governo non toccheranno il budget di spesa previsto per il sovrano, che già gode di un'ottima salute finanziaria. Intanto alcuni dissidenti rompono il tabù e manifestano contro la "depredazione di Palazzo", ma le autorità reprimono.


giovedì 13 settembre 2012

Nuove condanne per gli attivisti marocchini

Il tribunale di Casablanca ha condannato sei militanti del "20 febbraio" per aver preso parte ad una manifestazione non autorizzata. Secondo l'Associazione marocchina dei diritti umani sarebbero oltre settanta i membri del movimento attualmente detenuti nelle prigioni del regno.



mercoledì 12 settembre 2012

Ramadan e libertà di coscienza in Marocco

Da qualche anno a questa parte l'arrivo del mese sacro accende i riflettori sulle incongruenze di una legislazione che difende i diritti e le libertà del cittadino (in base alla costituzione e ai trattati internazionali sottoscritti) ma condanna al carcere chi trasgredisce pubblicamente il digiuno (in base al codice penale). Una minoranza combattiva, sul web ma non solo, sta cercando di far sentire la propria voce.

(Credit photo AFP)

domenica 29 luglio 2012

Marocco, quando le promesse non bastano più

E' passato un anno da quando le strade del regno alawita, sulla scia del sollevamento tunisino ed egiziano, si sono riempite per la prima volta al grido "dignità, libertà e giustizia sociale". Era il 20 febbraio 2011, una data ormai simbolo per i democratici marocchini, nonostante il magro bottino ottenuto dalle iniziative del movimento omonimo. La monarchia è riuscita ad assorbire l'impatto della protesta senza rinunciare alle sue prerogative, anche se una nuova ondata di contestazioni - a carattere sociale - sembra minacciarne la stabilità.

(Articolo pubblicato nel volume Cronache di una controrivoluzione, a cura di Osservatorioiraq.it, Edizioni dell'asino, 2012)


mercoledì 30 maggio 2012

Marocco: sindacati, disoccupati e "20 febbraio" manifestano per la dignità

Migliaia di persone sono scese in strada domenica scorsa, nel centro di Casablanca, rispondendo all'appello lanciato da CDT e FDT - due sindacati di riferimento della sinistra "storica" marocchina, che sembra voler restituire unità e sostegno popolare alla sua azione, dopo quindici anni di atrofizzante esperienza governativa. Tra gli obiettivi della "marcia per la dignità", la denuncia delle crescenti disuguaglianze socio-economiche e dell'inefficacia delle politiche dell'esecutivo, ma non solo.