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giovedì 1 settembre 2016

Marocco. "Qandisha", quando le donne prendono la parola

Dal novembre 2011 il panorama mediatico marocchino si è arricchito di un canale di espressione coraggioso e innovativo, tanto nella forma che nei contenuti. Si tratta del sito di informazione qandisha.ma, piattaforma partecipativa e dichiaratamente femminista che ha aperto le frontiere del citizen journalism nel regno.


venerdì 7 febbraio 2014

Marocco, abolito il "matrimonio riparatore". Un passo nella giusta direzione, ma..

Il 22 gennaio scorso la camera bassa del regno alawita, dopo l'avallo dei Conseillers e del governo, ha votato per l'abrogazione del comma 2 dell'art. 475 del codice penale. Secondo l'articolo in questione, l'autore di violenza su una minore rischiava fino a cinque anni di prigione, ma poteva evitare la condanna sposando la sua vittima.


martedì 10 dicembre 2013

Marocco. La battaglia delle soulaliyate

Sono le "donne delle terre collettive", quelle che il diritto consuetudinario tribale esclude dall'eredità. In gran parte analfabete, provenienti dalla campagna, si sono unite per reclamare diritti e uguaglianza. Con qualche risultato.

Marocco. La "pasionaria" dei diritti umani

Riceverà oggi dalle mani del Segretario generale Ban Ki Moon il prestigioso United Nations Human Rights Prize. Si tratta di Khadija Ryadi, militante "battagliera" - come lei stessa ama definirsi - e vera spina nel fianco delle autorità di Rabat. Conosciamola meglio.


martedì 30 luglio 2013

Tunisia. Ritorno sul 'caso Amina'

Della ragazzina finita sulla bocca di tutti (spesso a sproposito) al momento delle sue azioni firmate Femen, Amina è diventata, in prigione, una militante pronta a denunciare abusi e maltrattamenti anche a costo di compromettere la sua scarcerazione. Basterà affinché la giustizia e i suoi detrattori, sempre pronti a definirla una "futile provocatrice", comincino a prenderla sul serio?

martedì 4 giugno 2013

La vita dei travestiti in Marocco

Nella gran parte dei casi sono omosessuali che amano vestirsi da donna ed esibire la loro femminilità. Ma legislazione e tabù sociali non lo consentono. Povertà e marginalità li spingono alla prostituzione, mentre chi proviene da contesti più agiati nasconde la propria identità e vive clandestinamente la propria intimità. Reportage da Casablanca.

lunedì 11 marzo 2013

Marocco: '475', se il matrimonio diventa un castigo

Esattamente un anno fa, l'11 marzo 2012, la sedicenne Amina Filali decideva di togliersi la vita. Dopo le proteste, le petizioni e i sit-in gli attivisti attendono ancora l'abrogazione da parte del governo dell'articolo 475 del codice penale. Intanto '475' è diventato un film, un documentario realizzato dal collettivo Guerrilla Cinema proprio sulla storia di Amina, adolescente costretta a sposare il suo stupratore.

mercoledì 20 febbraio 2013

Marocco. Aquarium: il teatro si fa donna

Si intitola Dialy ("mio/a") ed è l'ultima creazione della troupe di Rabat. Liberamente ispirato a The vagina monologues di Eve Ensler, lo spettacolo è espressione dell'intimità femminile - oltre cento testimonianze raccolte nella fase preparatoria - e solleva il sipario sul tema tabù della sessualità. "La donna deve superare le inibizioni sociali e riconciliarsi con il proprio corpo", il messaggio lanciato da Aquarium.


mercoledì 6 febbraio 2013

Violenza sessuale in Marocco: un passo avanti e due indietro?

Nel marzo scorso, il suicidio di Amina Filali aveva profondamente scosso l'opinione pubblica marocchina (o almeno una parte considerevole). Stuprata all'età di sedici anni, la ragazza era stata costretta a sposare il suo violentatore - previo accordo delle famiglie, come prescritto dal codice penale - non riuscendo però a reggere la situazione.


venerdì 25 gennaio 2013

Egitto: Aliaa, una lolita araba

Per protestare contro la nuova costituzione voluta dai Fratelli musulmani, la giovane blogger Aliaa Magda Elmahdy è tornata a posare nuda (lo aveva già fatto nel 2011). Vi proponiamo il ritratto - pubblicato dal settimanale marocchino Tel Quel - di una donna che ha fatto del suo corpo uno strumento di resistenza.


mercoledì 2 gennaio 2013

Donne Marocco: i diritti negati

La riforma del codice di famiglia, nel 2004, aveva suscitato un'ondata di entusiasmo tra le organizzazioni femministe ma ancora oggi la nuova legislazione fa fatica ad essere applicata. Il bilancio è magro e i diritti delle donne continuano ad essere elusi.
(Photo by Jacopo Granci)

venerdì 25 maggio 2012

Scrivere, "un bisogno intimo e un atto politico". Intervista ad Abdellah Taia

Abdellah Taia, lo "scrittore di Hay Salam" come ama definirsi, è il primo marocchino ad aver rivelato apertamente la sua omosessualità. Lo ha raccontato nei suoi libri (gli ultimi tre sono tradotti in italiano dalla casa editrice ISBN), dove descrive il Marocco popolare - "ricco nella sua povertà" - che ha conosciuto tra le mura domestiche e per le strade di Salé. Lo ha poi dichiarato pubblicamente sulla stampa nazionale, destando scalpore. Da quel momento il giovane romanziere, oggi trentottenne, è diventato un simbolo di libertà ed emancipazione.


mercoledì 14 marzo 2012

Marocco: il suicidio di Amina, minorenne costretta a sposare il suo stupratore

Amina Filali, sedici anni, aveva perduto la voglia di vivere. Con un'overdose di pasticche medicinali, sabato scorso, ha deciso di mettere fine al suo calvario nella casa dove, da qualche mese, abitava con il marito e i suoceri, a Chourfa, piccolo villaggio della costa atlantica settentrionale tra Larache e Assilah. Aveva 15 anni quando Mustapha, di dieci anni più grande, ha abusato di lei. Inutile la denuncia presentata dal padre Lahcen per "circonvenzione di minore" (secondo i termini della legislazione marocchina) dal momento che l'articolo 475 del Codice penale autorizza l'autore dello stupro a sposare la sua vittima per evitare il giudizio e la condanna. Una soluzione, in questi casi, spesso sollecitata dai magistrati e accettata dalla famiglia della ragazza, che permette di salvare l'onore (della famiglia) e di sfuggire al biasimo della società.

sabato 4 giugno 2011

Proteste e repressione in Marocco, una lettura al femminile….


Manifestazione a Marrakech, 8 maggio 2011

Si è firmata HAB, la giornalista e attivista marocchina che in un articolo pubblicato dai siti di informazione Demain on-line e Lakome ha offerto un interessante angolo di lettura del binomio proteste-repressione, ormai braccio di ferro domenicale (e non solo) tra i manifestanti pro-democratici e il regime alawita. Una riflessione al femminile, che mette l’accento sul ruolo avuto dalle donne nei primi mesi di mobilitazioni e sulla progressiva scomparsa della componente femminile dai cortei del “20 febbraio”, dopo l’inizio della “linea dura” impressa dalle autorità. Le donne, ricorda HAB, sono ancora una volta le prime vittime della violenza, sono i bersagli privilegiati degli insulti e delle minacce dei poliziotti, che così facendo le costringono a rinchiudersi dietro alle pareti della vergogna. Le ragazze difficilmente raccontano le loro esperienze all’interno dei commissariati o quanto vissuto per strada, mentre la furia dei poliziotti si scatena su di loro. Quello lanciato dalla giovane giornalista è un grido di allarme e allo stesso tempo un appello ad “infrangere il muro del silenzio”.

Manifestazione a Casablanca, 3 aprile 2011

Intanto, le proteste nel paese continuano. Nuove manifestazioni sono state indette per domenica 5 giugno e la rabbia della gente comincia a crescere. Lo scorso giovedì è morto a Safi il giovane Kamal El Omari, attivista del movimento pestato a sangue dagli agenti domenica 29 maggio, durante un corteo. Kamal è il secondo shaid (martire) della “primavera marocchina”, dopo il decesso di Karim Chaib il 21 febbraio a Sefrou. Il Movimento 20 febbraio non sembra voler cedere di fronte alla morsa repressiva del regime, mentre è attesa per la prossima settimana la presentazione del nuovo testo costituzionale, voluto dal sovrano e redatto dalla commissione Mannouni.

Manifestazione a Rabat, 20 marzo 2011

venerdì 25 marzo 2011

Nadia Yassine e l’“unione sacra” per la democrazia

Dopo l’imponente mobilitazione che domenica scorsa ha portato in strada, nelle principali città del regno, decine di migliaia di marocchini per dire basta all’assolutismo monarchico, la protesta è continuata in settimana con scioperi e manifestazioni in tutte le università. Il Movimento 20 febbraio sembra aver risvegliato definitivamente la coscienza di un popolo stanco di essere suddito e desideroso di dignità, democrazia e uguaglianza. Per capire meglio la natura di questo movimento, dalle caratteristiche inedite nella storia della dissidenza nel paese, (r)umori dal Mediterraneo ha incontrato Nadia Yassine, uno dei volti più rappresentativi dell’associazione islamica Al Adl wal Ihssane (“Giustizia e Carità”). Assieme ai militanti amazigh, alla sinistra radicale e alle ong per i diritti umani, l’organizzazione fondata negli anni ottanta da shaykh Abdessalam Yassine (funzionario al Ministero dell’Educazione e discepolo sufi della confraternita Bushishiyya) è infatti una delle forze sociali che più si è implicata, fin dall’inizio, a sostenere le azioni e le rivendicazioni promosse dal “20 febbraio”.

Giustizia e Carità nella manifestazione del 20 marzo a Rabat

lunedì 12 luglio 2010

Melilla. La frontiera delle tartarughe

In fondo alla discesa sterrata una massa umana informe e rumorosa si accalca a pochi metri dai cancelli della frontiera. I poliziotti sembrano osservare la scena con aria impassibile ma, di tanto in tanto, assestano colpi di manganello a caso in mezzo alla folla. “Cercano di separare le donne dagli uomini, per mettere un po’ di ordine nei passaggi e per lasciare spazio a chi rientra con il carico”, commenta un funzionario della dogana in modo fin troppo diplomatico.


martedì 30 marzo 2010

Dimenticati nel “Marocco profondo”

Sei anni dopo l’approvazione del Codice della famiglia (Moudawwana), migliaia di coppie vivono ancora senza un contratto di matrimonio. La procedura di regolarizzazione è in attesa di una legge-quadro che prolungherà la data limite del deposito dei dossier. Intanto nei villaggi dimenticati nel cuore dell’Atlante, continua il fenomeno delle unioni tra minori, mentre le autorità locali si dimostrano incapaci di provvedere all’attuazione della nuova legislazione in materia.


sabato 14 novembre 2009

Voci d'Algeria. Soumia Salhi

Intervista a Soumia Salhi, Presidente della Commissione Nazionale delle Donne Lavoratrici (CNFT) e membro del Consiglio Nazionale dell’Unione Generale dei Lavoratori Algerini (UGTA).