Tre
anni di riprese, un documentario (qui in versione integrale); il regista belga
Jerome Le Maire racconta l'arrivo dell'energia elettrica in un villaggio
sperduto dell'Atlante e i cambiamenti innescati nei suoi abitanti dal contatto
con la modernità.
Che il Mediterraneo sia quella nave che va da sola tutta musica e tutta vela su quell'onda dove si vola tra la scienza e la leggenda del flamenco e della taranta e fra l'algebra e la magia nella scia di quei marinai e quell'onda che non smette mai che il Mediterraneo sia...
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venerdì 28 febbraio 2014
martedì 10 dicembre 2013
Marocco. La "pasionaria" dei diritti umani
Riceverà
oggi dalle mani del Segretario generale Ban Ki Moon il prestigioso United
Nations Human Rights Prize. Si tratta di Khadija Ryadi, militante
"battagliera" - come lei stessa ama definirsi - e vera spina nel
fianco delle autorità di Rabat. Conosciamola meglio.
mercoledì 30 ottobre 2013
Marocco: "Altro che cambiamento, stiamo vivendo un brusco ritorno al passato"
Intervista
al giornalista e attivista Omar Radi, ospite ad inizio ottobre del
Festival di Internazionale tenuto a Ferrara. Un'occasione per parlare delle
gravi minacce alla libertà di espressione nel regno e per fare il punto sulla
situazione politica ed economica di un paese "in eterna transizione".
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| Omar Radi durante un sit-in di solidarietà con Ali Anouzla a Rabat |
mercoledì 10 luglio 2013
Marocco. "Negli ultimi dieci anni la libertà di stampa si è notevolmente ridotta"
Ad
affermarlo è Ahmed Benchemsi, tra i più noti giornalisti del regno e
ricercatore a Stanford. Comparirà oggi (8 luglio, ndr) di fronte al tribunale di Parigi per
rispondere ad un'accusa di diffamazione, dopo la denuncia intentata da un
influente personaggio di corte per un articolo apparso su Le Monde. "Questo tipo di ritorsioni è il prezzo da pagare
quando si difendono valori che il sistema viola quotidianamente".
sabato 11 maggio 2013
Marocco-Francia. "Relazioni incestuose" sotto i palmeti di Marrakech
"Gli
interessi e i legami in ballo sono molteplici, si tratta di una rete abilmente
tessuta da entrambe le parti che si regge su una sorta di do ut des. Agevolazioni economiche, affari, in cambio di appoggio
politico". Intervista al giornalista marocchino Ali Amar, che racconta la
storia di una decolonizzazione mai realmente avvenuta, di "un'indipendenza
nell'interdipendenza".
venerdì 22 marzo 2013
Amun Style: musica, poesia e rivolta dal 'Marocco profondo'
Lungo
le vallate dei fiumi Gheris, Todgha e Dadès, al riparo delle oasi di Goulmima,
Tinghir e Kelaat un nuovo genere è letteralmente esploso nell'ultimo decennio. Canzone
di protesta, matrimonio di strumenti moderni con i ritmi e le cadenze tradizionali
del Sud-est marocchino, l'Amun Style non è un semplice fenomeno culturale.
Incontro con l'iniziatore Moha Mallal.
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| Due generazioni a confronto: Mallal (sinistra) e Nba |
domenica 17 marzo 2013
Marocco: 'Guerrilla' al regime su grande schermo/2
"Fare cinema mi ha fatto uscire dal guscio, mi ha
permesso di guardare al mio paese da una prospettiva diversa. Prima di girare
il documentario 475 non mi
consideravo femminista. Ora sono diventato più attento a riconoscere i
pregiudizi e le raffigurazioni patriarcali della donna nel mondo che mi circonda".
Intervista al regista Nadir Bouhmouch.
Marocco: 'Guerrilla' al regime su grande schermo
'Basta,
il film che non doveva mai essere fatto'.
Un cortometraggio racconta la prima esperienza di cinema indipendente
marocchino. Quella di Guerrilla Cinema, un collettivo di attivisti,
professionisti dell'audiovisivo e studenti pronto a sfidare la censura imposta
dalle istituzioni "per democratizzare la settima arte e lottare contro
l'atrofia culturale che imprigiona il paese".
lunedì 11 marzo 2013
"Il canto delle tartarughe". Un documentario racconta la primavera marocchina
"Le
lepri tunisine ed egiziane hanno decapitato in fretta i loro regimi e poi si
sono bloccate. La rivoluzione marocchina, invece, avanza lentamente, dietro uno
strato di apparente tranquillità". Intervista al regista Jawad Rhalib,
"pronto a scommettere sulla vittoria della tartaruga".
mercoledì 9 gennaio 2013
La maledizione del mare da Essaouira a Dakhla
Con
il documentario Les damnés de la mer
(2008) il regista belgo-marocchino Jawad Rhalib restituisce un lucido spaccato
delle ingiustizie sociali che colpiscono i piccoli pescatori della costa
atlantica marocchina.
giovedì 18 ottobre 2012
Il Marocco in crisi economica. Arriva il Fondo monetario internazionale
Scosso
- ma uscito apparentemente indenne - dai sollevamenti che nel 2011 hanno
interessato la regione mediorientale, il Marocco è oggi minacciato da una grave
crisi economica e sociale. Intanto, il credito di 6 miliardi di dollari
concesso a Rabat dal FMI sembra instradare il regno alawita verso un nuovo
piano di aggiustamento strutturale (PAS) e il ritorno alla logica del
condizionamento. Ne abbiamo discusso con l'economista Najib Akesbi.
giovedì 14 giugno 2012
Khalid, caricaturista marocchino in libertà provvisoria
Il
processo contro Khalid Gueddar per "pubblica ebbrezza", cominciato ieri,
è stato rinviato a settembre. Noto per aver più volte disegnato i membri della
famiglia reale e lo stesso Mohammed VI - suscitando il duro risentimento del
Palazzo, Khalid è da tempo oggetto di particolari attenzioni da parte delle
autorità. Già condannato a tre anni di carcere per le sue vignette nel 2010,
rischia di veder revocata la libertà condizionale allora concessagli. Ripercorriamo
la storia della matita ribelle che non piace al regime alawita.
| Khalid Gueddar |
venerdì 25 maggio 2012
Scrivere, "un bisogno intimo e un atto politico". Intervista ad Abdellah Taia
Abdellah
Taia, lo "scrittore di Hay Salam" come ama definirsi, è il primo
marocchino ad aver rivelato apertamente la sua omosessualità. Lo ha raccontato
nei suoi libri (gli ultimi tre sono tradotti in italiano dalla casa editrice
ISBN), dove descrive il Marocco popolare - "ricco nella sua povertà"
- che ha conosciuto tra le mura domestiche e per le strade di Salé. Lo ha poi
dichiarato pubblicamente sulla stampa nazionale, destando scalpore. Da quel
momento il giovane romanziere, oggi trentottenne, è diventato un simbolo di
libertà ed emancipazione.
domenica 26 febbraio 2012
Marocco: "il cammino verso la democrazia è ancora lungo"
Il 20 febbraio 2011 migliaia di giovani attivisti marocchini scendevano in strada nelle principali città del regno per protestare contro l'assolutismo monarchico e la corruzione dilagante nelle sfere di potere. Ad un anno di distanza il movimento - denominato da allora "20 febbraio" - continua a manifestare per l'instaurazione di un sistema democratico e per denunciare la "riforma di facciata" orchestrata dal regime. Ma la "primavera marocchina" sembra aver perduto il suo slancio iniziale, a giudicare almeno dall'entusiasmo con cui la popolazione ha accolto le sue ultime iniziative. Ne parliamo con Omar Radi, giornalista al settimanale Tel Quel, tra i fondatori del movimento dissidente.
sabato 16 luglio 2011
“L’amazigh non è solo una lingua, ma un sistema di valori laici e democratici”
giovedì 16 giugno 2011
Rida, “salafita” marocchino, racconta e si racconta…
Rida Benotmane, ex detenuto islamico trentaquattrenne, è uscito di prigione lo scorso gennaio, dopo aver scontato una condanna a quattro anni. Rida era per caso un pericoloso terrorista pronto a commettere attentati e ad uccidere civili innocenti? No. Il suo crimine, secondo la polizia politica, era quello di “diffondere informazioni su internet atte a compromettere l’immagine del regime marocchino”. La sua colpa, l’aver criticato la politica anti-terrorista del regno alawita su alcuni forum di discussione in rete.
domenica 22 maggio 2011
“La ricreazione è finita”
RABAT – Omar Radi, giornalista indipendente (Lakome, Les Echos, Atlantic radio) e attivista del Movimento 20 febbraio, racconta quanto successo nella capitale marocchina il 15 maggio scorso, quando i giovani dissidenti hanno lanciato l’“operazione GuanTemara” (un sit-in di protesta simbolico di fronte alla sede della polizia politica (DST), situata nella foresta di Temara, a pochi chilometri da Rabat – vai al link per maggiori informazioni su cosa succede a Temara) trovando per tutta risposta la violenta repressione della polizia. Nel corso dell’intervista, il ventiquattrenne Radi si sofferma sulla nuova strategia delle autorità (intrapresa dopo l’attentato di Marrakech) nei confronti delle contestazioni che da tre mesi agitano il paese, sul ritorno della violenza all’indirizzo di manifestanti pacifici, sulla perdita di consenso di un regime che rilancia lo spauracchio del terrorismo internazionale e del pericolo islamista per fare quadrato attorno a sé. In attesa delle manifestazioni previste per domani, 22 maggio, “si annunciano giorni oscuri per il movimento e per tutte le forze democratiche marocchine”, ricorda Omar.
venerdì 25 marzo 2011
Nadia Yassine e l’“unione sacra” per la democrazia
Dopo l’imponente mobilitazione che domenica scorsa ha portato in strada, nelle principali città del regno, decine di migliaia di marocchini per dire basta all’assolutismo monarchico, la protesta è continuata in settimana con scioperi e manifestazioni in tutte le università. Il Movimento 20 febbraio sembra aver risvegliato definitivamente la coscienza di un popolo stanco di essere suddito e desideroso di dignità, democrazia e uguaglianza. Per capire meglio la natura di questo movimento, dalle caratteristiche inedite nella storia della dissidenza nel paese, (r)umori dal Mediterraneo ha incontrato Nadia Yassine, uno dei volti più rappresentativi dell’associazione islamica Al Adl wal Ihssane (“Giustizia e Carità”). Assieme ai militanti amazigh, alla sinistra radicale e alle ong per i diritti umani, l’organizzazione fondata negli anni ottanta da shaykh Abdessalam Yassine (funzionario al Ministero dell’Educazione e discepolo sufi della confraternita Bushishiyya) è infatti una delle forze sociali che più si è implicata, fin dall’inizio, a sostenere le azioni e le rivendicazioni promosse dal “20 febbraio”.
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| Giustizia e Carità nella manifestazione del 20 marzo a Rabat |
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sabato 19 marzo 2011
“Un’opportunità storica per tutti i democratici marocchini”
Il Marocco si prepara a vivere una nuova giornata di mobilitazione nazionale. Il Movimento 20 febbraio ha indetto manifestazioni e sit-in in tutto il territorio per domenica 20 marzo, ribattezzato “giorno della dignità”. I giovani dissidenti e le organizzazioni che lo sostengono (riunite nel Consiglio nazionale di appoggio al movimento – CNAM) hanno rifiutato le aperture fatte la settimana scorsa dal sovrano Mohammed VI, che in un discorso alla nazione aveva annunciato la designazione di una commissione per la riforma della costituzione, seguite poi dalle voci di un’imminente liberazione di alcuni detenuti politici.
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venerdì 4 marzo 2011
Lakome.com o il “Wikileaks marocchino”
Nel cuore della Rabat coloniale, quartiere Hassan, lungo i binari che tra poche settimane ospiteranno il primo tram in funzione nella capitale, si affacciano le finestre di Lakome.com. Ad attendermi nei locali della redazione c’è Ali Anouzla, icona del giornalismo indipendente marocchino e direttore del sito internet (creato nel novembre 2010) che in pochi mesi è diventato il punto di riferimento nel paese per l’informazione alternativa in lingua araba. Alcuni lo chiamano il “Julian Assange marocchino”, non solo per la sua attività di internauta e per la facilità di accesso alle fonti disponibili in rete. Nel 2008, infatti, Anouzla aveva pubblicato nel quotidiano Al Jarida al Oula alcune testimonianze sugli “anni di piombo” secretate dall’Istanza di Equità e Riconciliazione, che suscitarono l’ira del regime.
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