La
minoranza curda sta vivendo un momento storico con l'amministrazione del
proprio territorio dopo il ritiro delle forze di regime. L'evolversi della
situazione dipenderà dalle relazioni con le opposizioni ad Assad e dal processo
di pace in Turchia.
Che il Mediterraneo sia quella nave che va da sola tutta musica e tutta vela su quell'onda dove si vola tra la scienza e la leggenda del flamenco e della taranta e fra l'algebra e la magia nella scia di quei marinai e quell'onda che non smette mai che il Mediterraneo sia...
Visualizzazione post con etichetta guerra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta guerra. Mostra tutti i post
venerdì 15 novembre 2013
lunedì 11 febbraio 2013
Tinariwen: la musica, uno strumento di resistenza
"Non
smetteremo mai di cantare. Abbiamo fatto una scelta: la nostra battaglia è
attraverso la musica e la poesia. Se il nostro popolo parla della natura, noi
faremo altrettanto; se parla di pace, anche noi parleremo di pace, ma se parla
di guerra lo sosterremo con i nostri strumenti" (Eyadou ag Leche).
martedì 20 novembre 2012
Gaza: di omicidi e disinformazione
Alain
Gresh fa il punto sulla situazione a Gaza prima dell'escalation militare
cominciata nell'ottobre scorso e intensificatasi negli ultimi giorni. Il
direttore aggiunto di Le Monde
Diplomatique denuncia la politica degli omicidi mirati (ultimo quello di
Ahmed Jabari) e condanna la complicità dei media nei confronti della propaganda
israeliana.
Etichette:
guerra,
Israele,
media,
Palestina,
repressione
sabato 10 aprile 2010
“E’ grazie a Bush se mio marito è diventato un terrorista”
Marocco. Incontro con Fatiha Hassani, vedova di Karim Mejjati. La "pasionaria del jihad" racconta la sua storia.
Seduta sul tappeto del salone, al centro dell’assemblea, Fatiha Hassani è coperta integralmente da un sobrio nikab corvino. “La mia è una storia particolare, diversa dalle altre” premette la donna, dimostrando una perfetta padronanza della lingua francese. Fatiha, conosciuta come “la pasionaria del jihad”, è la vedova di Karim Mejjati, cittadino franco-marocchino ucciso nel 2005 a Ryad, assieme al figlio undicenne Adam. Considerato uno dei fondatori del gruppo jihadista al-Qaida fil Maghrib, Karim Mejjati sarebbe tra i responsabili, secondo l’intelligence americana e spagnola, degli attentati di Casablanca (16 maggio 2003), Madrid (11 marzo 2004) e Ryad (12 maggio 2003). “Mio marito non c’entra con le stragi di Casablanca e Madrid - chiarisce subito la vedova - al tempo si trovava in Arabia Saudita, braccato dalla CIA. Credo invece che Karim abbia partecipato all’attentato di Ryad”, per vendicare il rapimento della moglie e del primogenito Elyas, prelevati in territorio saudita nel marzo del 2003 e trasferiti in segreto nel carcere marocchino di Temara.
Etichette:
Articoli,
diritti umani,
Golfo,
guerra,
Marocco,
politica,
religione,
repressione,
società,
Usa
Iscriviti a:
Post (Atom)


