E’ nel bacino minerario di Gafsa, nel cuore del paese, che tutto è
cominciato. I cittadini, stanchi di essere depredati della ricchezza dei loro
fosfati, erano scesi in strada già nel 2008. E lì sono rimasti, nonostante la
violenta repressione.
Che il Mediterraneo sia quella nave che va da sola tutta musica e tutta vela su quell'onda dove si vola tra la scienza e la leggenda del flamenco e della taranta e fra l'algebra e la magia nella scia di quei marinai e quell'onda che non smette mai che il Mediterraneo sia...
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lunedì 17 ottobre 2016
Tunisia. Al cinema "la maledizione dei fosfati"
E' nella Tunisia profonda che la storia comincia. Una
storia fatta di lotta, di repressione e di dignità. Una storia ancora attuale.
Il documentario del regista Sami Tlili ripercorre gli eventi che sconvolsero il
bacino minerario di Gafsa nel 2008 e ci racconta una "rivoluzione in
marcia" che in pochi al tempo vollero o seppero vedere.
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| (Credit foto: Garboussi) |
Tunisia. Gabès, l’antica Takapes: una città maledetta?
Gabès, "la capitale del mare" è un'antica città fondata dai
berberi ancor prima dell'arrivo dei fenici. Per patrimonio architettonico e
monumenti, è seconda solo a Qairouan. Ma la gloria del passato scompare di
fronte ad un presente fatto di industrie chimiche, inquinamento e diritti
negati.
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| (Credit foto: Laura Benetton) |
domenica 11 settembre 2016
Tunisia. I primi passi della rinascita amazigh
Nel Maghreb è la Tunisia ad avere il minor numero di berberofoni,
ma il primato nella "folklorizzazione" del loro patrimonio. Dopo la
rivoluzione, gli attivisti amazigh stanno cercando di restituire importanza a
una cultura ridotta per decenni ad attrattiva turistica.
mercoledì 30 aprile 2014
La Tunisia "tra sale e sabbia"
Lontano
dalla retorica e dalle dissertazioni teoriche "Siège entre sel et sable"
dà la parola alle comunità locali colpite nel loro quotidiano dagli effetti del
cambiamento climatico. Attualmente in fase di montaggio, il film rischia però di
non vedere la luce per la mancanza di finanziamenti.
giovedì 3 aprile 2014
Tamazgha! Se la "primavera" è berbera...
Il
2011 passerà alla storia come l'anno delle "rivoluzioni arabe". Ma,
nel caso dei paesi del Nord Africa, l'espressione appare incompleta (oltre che
discutibile sul piano dei risultati ottenuti), poiché disconosce l'apporto della
componente berbera, negata e repressa nel processo di edificazione degli Stati maghrebini
post-coloniali.
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| (Marocco, Ait Benhaddou. Foto Jacopo Granci) |
venerdì 28 febbraio 2014
Tunisia, rifugiati: dopo Choucha l'esilio?
Una
settimana di protesta di fronte alla sede della delegazione UE a Tunisi, per
chiedere il riconoscimento. Poi l'arresto, con la prospettiva dell'espulsione.
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| (Foto Jacopo Granci) |
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Tunisia. La danza è militanza
Breakdance,
performance di strada. E' la strategia scelta da alcuni giovani tunisini per
lottare contro lo smarrimento e l'influenza dei gruppi religiosi più
conservatori, nei contesti dove la marginalità sociale non è stata scalfita
dalla rivoluzione.
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| (Foto Art Solution) |
venerdì 7 febbraio 2014
I tre anni di Willis from Tunis
Nadia
Khiari è una disegnatrice e pittrice tunisina, insegnante all'Istituto di Belle
Arti di Tunisi e direttrice di una galleria artistica. Il suo personaggio, il gatto Willis
from Tunis, è nato il 13 gennaio 2011, durante l'ultimo discorso tenuto dall'ex
presidente Ben Ali poco prima della fuga. "Ci prometteva di concedere la
libertà di espressione fino ad allora negata, ma sapevamo tutti che la sua fine
era inevitabile".
Migranti. "Messaggeri di un'epoca senza più dignità"
In
anteprima a Rabat, il film "Les Messagers"
riporta le voci e le storie di chi ha lasciato la propria terra e si è messo in
cammino. Di chi viene privato di umanità e in molti casi anche della vita. E'
nella memoria dei sopravvissuti che rimane traccia della loro esistenza.
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| (Foto Laetitia Tura) |
giovedì 12 dicembre 2013
Tunisia. 4 mesi di carcere per il rapper Weld El 15
"Provo
a trovare un senso, ma non c'è. Un ragazzo paga ancora le conseguenze di una
polizia ancièn regime e di una giustizia incancrenita da personaggi mediocri,
che serpeggiano verso l'esecutivo in cerca di un'assoluzione per il loro
passato corrotto".
martedì 30 luglio 2013
Tunisia. Ritorno sul 'caso Amina'
Della
ragazzina finita sulla bocca di tutti (spesso a sproposito) al momento delle
sue azioni firmate Femen, Amina è diventata, in prigione, una militante pronta
a denunciare abusi e maltrattamenti anche a costo di compromettere la sua
scarcerazione. Basterà affinché la giustizia e i suoi detrattori, sempre pronti
a definirla una "futile provocatrice", comincino a prenderla sul
serio?
venerdì 5 luglio 2013
Tunisia. "Siamo tutti Jabeur Mejri"
Dopo
la scarcerazione del rapper Weld El 15, avvenuta nei giorni scorsi (pena ridotta in appello a sei mesi con la condizionale), continua la
mobilitazione in favore della libertà d'espressione. Domani si ritroveranno a
Tunisi promotori e sostenitori della campagna Kolna Jabeur-kolna Ghazi, per chiedere la liberazione del
"primo detenuto d'opinione della Tunisia post-rivoluzionaria" e
depositare la domanda di grazia presidenziale a favore di Jabeur Mejri.
sabato 29 giugno 2013
venerdì 28 giugno 2013
Diritti umani a due anni dalle rivolte. Tra "sfide, avanzamenti e minacce", il punto con HRW
giovedì 20 giugno 2013
Tunisia. Due anni dopo, cosa resta dei rifugiati di Choucha?
Il
campo di accoglienza situato nel sud del paese chiuderà i battenti il 30 giugno
prossimo. Allestita ad inizio 2011 per i profughi del conflitto libico, la
struttura ospita ancora diverse centinaia di sfollati che attendono di
conoscere quale sarà il loro destino. Ritorno su una vicenda in cui lo slancio
di generosa solidarietà degli inizi sembra aver lasciato il posto alle fredde
logiche di esternalizzazione del controllo dei flussi migratori.
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| Il campo di Choucha |
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sabato 11 maggio 2013
La Tunisia delle radio libere, tra speranze e (dura) realtà
Nonostante
i passi incoraggianti compiuti dal 2011 il futuro delle emittenti alternative,
in gran parte a carattere locale e associativo, è a rischio. Complici i costi
di equipaggiamento, le lacune della legislazione e l'attendismo - per nulla
disinteressato - delle autorità che dovrebbero aggiornarla.
sabato 2 marzo 2013
Tunisia, dove il prezzemolo è simbolo della libertà di espressione
Bancarelle
e mazzetti di prezzemolo che passano di mano in mano, al costo di 20 dinari
(circa 10 euro) l'uno, tra clienti soddisfatti e venditori che promuovono 'l'insolita
offerta'. Non ci troviamo nel suk di Tunisi. Non è una conseguenza
dell'inflazione né del rincaro dei prezzi.
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| Hamma Hammami, leader del Front Populaire |
martedì 19 febbraio 2013
Le 'ambiguità' della transizione tunisina. Intervista a Eric Gobe
"Il
'peccato originale' della Troika è non aver delimitato in maniera precisa le
competenze e la durata della Costituente e del governo provvisorio. La gestione
del potere opaca e verticistica, che poco si addice ad una democrazia in
gestazione, non ha fatto che aumentare sfiducia, sospetti e accuse nei suoi
confronti".
venerdì 8 febbraio 2013
Tunisia. Omicidio Belaid, una rivoluzione al bivio
Rabbia
e dolore. L'uccisione di una figura di spicco dell'opposizione rischia di far
precipitare il paese nel caos e nel vuoto istituzionale. Oggi, in concomitanza
con i funerali, è stato indetto lo sciopero generale. Ritorno alla piazza:
nuovo inizio o tramonto della rivoluzione tunisina?
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