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giovedì 3 aprile 2014

Mahragan! L'Egitto dell'electro chaabi

Nelle caotiche periferie del Cairo i ragazzi ballano al ritmo di una nuova musica che mescola sonorità popolari, beat elettronici e performance hip hop.

venerdì 7 febbraio 2014

Saghru Band, la canzone di protesta amazigh tra oasi e deserto

Il giovane leader del gruppo, Nba, è scomparso prematuramente tre anni fa. Ma la sua voce e il suo esempio resistono, immortali, tra i villaggi del Sud-est marocchino.

Nba

giovedì 12 dicembre 2013

Tunisia. 4 mesi di carcere per il rapper Weld El 15

"Provo a trovare un senso, ma non c'è. Un ragazzo paga ancora le conseguenze di una polizia ancièn regime e di una giustizia incancrenita da personaggi mediocri, che serpeggiano verso l'esecutivo in cerca di un'assoluzione per il loro passato corrotto".


martedì 26 novembre 2013

"El Gusto". Viaggio nella memoria musicale di Algeri

Il documentario racconta la storia di un'orchestra e di una città, tra vicoli della casbah e melodie chaabi. Il "Buena vista social club algerino".

venerdì 22 marzo 2013

Amun Style: musica, poesia e rivolta dal 'Marocco profondo'

Lungo le vallate dei fiumi Gheris, Todgha e Dadès, al riparo delle oasi di Goulmima, Tinghir e Kelaat un nuovo genere è letteralmente esploso nell'ultimo decennio. Canzone di protesta, matrimonio di strumenti moderni con i ritmi e le cadenze tradizionali del Sud-est marocchino, l'Amun Style non è un semplice fenomeno culturale. Incontro con l'iniziatore Moha Mallal.
Due generazioni a confronto: Mallal (sinistra) e Nba

lunedì 11 febbraio 2013

"In fondo abbiamo le stelle"

A dieci anni dall'esordio discografico con Radio Tisdas - registrato nei locali di una piccola emittente di Kidal (Nord del Mali) - i Tinariwen sono tornati con un nuovo album (2011), Tassili. Accantonate le chitarre elettriche, il disco si immerge - non senza melanconia - fino alle origini musicali del gruppo tuareg.


Tinariwen: la musica, uno strumento di resistenza

"Non smetteremo mai di cantare. Abbiamo fatto una scelta: la nostra battaglia è attraverso la musica e la poesia. Se il nostro popolo parla della natura, noi faremo altrettanto; se parla di pace, anche noi parleremo di pace, ma se parla di guerra lo sosterremo con i nostri strumenti" (Eyadou ag Leche).


martedì 15 maggio 2012

Marocco: nuova condanna per il rapper L'haqed

Mouad Belghouat, alias L'haqed ("l'arrabbiato"), è di nuovo in carcere. La condanna ad un anno di prigione per "oltraggio a pubblico ufficiale" e "offesa ad un corpo costituito dello Stato" (la polizia) è stata emessa venerdì scorso dal tribunale di Casablanca. Mouad subisce l'accanimento del regime per i suoi testi militanti e irriverenti e per il suo sostegno al Movimento 20 febbraio.


domenica 1 aprile 2012

Marocco: Khalid sostiene il rapper dissidente L'haqed

Si riapre il "caso L'haqed". A due mesi dalla "liberazione", il rapper dissidente Mouad Belghouat (alias L'haqed, l'"arrabbiato"), voce e simbolo del Movimento 20 febbraio e della protesta marocchina contro il regime di Rabat, è di nuovo in carcere. "Continuerò a denunciare le inguistizie, non è questo il momento di tacere", aveva dichiarato lo scorso 12 gennaio, uscendo dalla prigione di Oukacha, di fronte a migliaia di sostenitori accorsi per celebrare l'evento.

I poliziotti tra i fans più "accaniti" di L'haqed, secondo Khalid Gueddar

sabato 14 gennaio 2012

Marocco: il rapper militante L'haqed esce dal carcere

Mouad Belghouat, alias L'haqed ("l'arrabbiato"), è stato condannato a quattro mesi di prigione per "aggressione" nei confronti di Mohamed Dali, membro dell'alleanza pro-monarchica. In arresto dal 10 settembre scorso, il giovane rapper ha lasciato ieri [12 gennaio, nda] il carcere di Oukacha, avendo già scontato la pena, ed ha festeggiato la liberazione con un concerto in onore dei suoi sostenitori. "Continuerò a denunciare le ingiustizie del regime, non è questo il momento di tacere", ha ricordato l'attivista, divenuto un'icona del movimento di protesta nel regno alawita.

martedì 6 dicembre 2011

In carcere il rapper-dissidente L'haqed, il "20 febbraio" (e non solo) si mobilita per la sua liberazione

Mouad Belghouat, alias L'haqed (“l’arrabbiato”), è un enfant du peuple divenuto ormai il simbolo della protesta marocchina, che continua a far sentire la propria voce per chiedere la fine dell'autoritarismo e il passaggio "ad una vera democrazia". Ogni giorno che Mouad trascorre nel carcere di Casablanca, segna la sconfitta di un regime che si fa vanto di essere entrato nella "nuova era" dei diritti e del rispetto delle libertà.

Foto by ARTE

martedì 20 aprile 2010

"L’algerinità, un tessuto multicolore". Parola di Kateb Amazigh

Domenica 21 marzo era di scena a Casablanca il festival Tremplin, una competizione musicale dedicata ai giovani talenti marocchini, organizzata da un collettivo di artisti che risponde al nome di L’Boulevard. Il luogo scelto per l’evento gli ex-abbattoirs di Hay Mohammedi, i vecchi mattatoi dell’epoca coloniale situati nella periferia popolare della città. Il quartiere, sorto negli anni settanta in seguito all’inurbamento massiccio della popolazione rurale, è un immenso formicaio. Un mosaico di odori e colori in netto contrasto con il tetro complesso degli abbattoirs. La struttura, isolata dalle mura di recinzione, conserva il fascino malinconico del relitto solitario e imponente. Un perfetto esempio di archeologia industriale, dove colonne di cemento sostengono a fatica le pareti decrepite e un reticolo di ferraglia arrugginita appesa al soffitto. Gremito di gente, popolato di musicisti, artisti e casablancais venuti a far festa, sembra essere tornato in vita almeno per un giorno.