Aman
Iman, “senza acqua non c’è vita”. E’ attorno a questo slogan,
scritto in lingua amazigh (o berbera), che è sbocciata una protesta singolare e
inedita nella storia del paese. Un intero villaggio - Imider, ottomila anime
incastonate tra le vette dell’Atlante e le sabbie del Sahara - è in rivolta
contro lo sfruttamento intensivo delle sue risorse naturali e la
marginalizzazione economica sofferta malgrado le ricchezze del sottosuolo. Aman Iman, due parole tracciate con
vernice bianca su sfondo di pietra rossastra a dare il benvenuto sul monte
Alebban, guardiano arido e sassoso che sovrasta la borgata, dove gli abitanti
si sono accampati dall’agosto del 2011 per ricordare alle autorità del regno
che la loro terra e la loro dignità non sono in vendita.
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| (Credit foto: Jacopo Granci) |







